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16.05.2019

Salute e medicina

Patologie cerebrovascolari negli Anziani

Il termine patologie cerebrovascolari indica una alterazione cerebrale in cui la circolazione del flusso sanguigno diviene più difficile, in modo momentaneo o permanente in un’area precisa del cervello. Le più comuni e quelle di cui ognuno di noi ha sentito parlare sono l’ictus, l’aneurisma o l’emorragia cerebrale. 
 
Tutte queste malattie se non prese in tempi brevissimi hanno conseguenze importanti portando ad invalidità anche permanenti. Ciò che comunque è sempre necessario modificare è lo stile di vita. La maggior parte delle persone infatti, pur conoscendo queste patologie non è sufficientemente informato e spesso non sa l'importanza che fattori come la pressione arteriosa, il colesterolo alto o il sovrappeso hanno sulla salute cerebrale. 
 
Uno stile di vita sano, eseguire visite periodiche, costanti controlli soprattutto in presenza di familiarità rimangono ancora la prima forma di prevenzione anche se purtroppo casi soprattutto giovanili in persone sane e sportive possono accadere. 

 

Quali sono le patologie cerebrovascolari più note 

 

La causa comune a queste patologie è un mancato afflusso di sangue alla zona colpita provocando danni più o meno estesi, questa alterazione può però, dare origine a due tipi di malattie: quelle ischemiche e quelle emorragiche. 

 

Patologie ischemiche

 
Questo tipo di ictus, definito anche “infarto cerebrale”, è provocato dall’occlusione di una o entrambe le carotidi, ovvero le arterie che portano il sangue ossigenato al cervello. L’ischemia cerebrale all’origine di questa occlusione provoca circa l’85% di tutti gli episodi di ictus registrati, e può essere più o meno grave. In molti casi, grazie ad un tempestivo intervento, è possibile limitare i danni al cervello e tramite una opportuna riabilitazione il soggetto colpito può recuperare tutte le proprie facoltà cerebrali. 
 

Patologie emorragiche 

In questo caso il danno è prodotto dalla rottura di un’arteria cerebrale con conseguente versamento di sangue. L’ictus emorragico, o più comunemente l’emorragia cerebrale, è un evento drammatico che però rappresenta una minima percentuale di tutti gli ictus che si verificano tra la popolazione, con un’incidenza di circa il 15%. Purtroppo è anche la tipologia con conseguenze più gravi in quanto in circa la metà dei casi l’esito è il decesso della persona colpita. 
 

L’ictus ischemico la malattia cerebrovascolare più diffusa tra gli anziani. 

 
Le patologie ischemiche sono le più comuni e la maggior parte di esse può avere la origine dall’aterosclerosi che si verifica quando ai livelli di colesterolo molto elevati si aggiunge un’infiammazione delle arterie cerebrali. Spesso le conseguenze portano ad una invalidità e le persone colpite necessitano di assistenza. L’abilità al lavoro e in casa è ridotta, vi sono compromissioni della deambulazione, della vista e delle percezioni. Alcuni pazienti non sono in grado di leggere, ricordare, pensare, parlare o di comunicare nello stesso modo al periodo precedente l’ictus. La malattia ischemica ha un decorso lungo e può portare allo sviluppo di malattie cognitive e demenza. 
 
Una delle forme di demenza che colpisce oggi gli anziani è proprio la demenza vascolare. La demenza vascolare aumenta progressivamente con l’età, dopo gli 80 anni, infatti, può arrivare e superare il 20 % delle demenze. 
La demenza vascolare è un deficit cognitivo causato da un'alterata circolazione sanguigna nel cervello, che privandolo di sangue in alcune aree conduce alla progressiva e irreversibile morte delle cellule cerebrali.
 
I fattori di rischio per la demenza vascolare sono: il diabete, l’ipertensione, l'ipercolesterolemia, la miocardiopatia ischemica, traumi cranici e tutte le patologie che comportano una diminuzione di ossigeno a livello cerebrale e che determinano una vasculopatia ischemica cerebrale. 
 
Attualmente sono ancora molte le ricerche e sperimentazioni in atto per identificare i fattori di rischio di malattie come la demenza vascolare e l’alzheimer e la correlazione tra lesioni vascolari e disabilità negli anziani ponendo l’accento sulla necessità di trattamenti specifici al fine di prevedere il possibile sviluppo di malattie invalidanti. 
 
Negli ultimi anni, anche grazie proprio ai numerosi studi, è emerso che il rischio di ammalarsi di Alzheimer è più alto nelle persone affetti da diabete, ipertensione e altri fattori di rischio vascolare. la capacità di identificare precocemente la malattia dei piccoli vasi cerebrali e quindi iniziare un trattamento potrebbe essere utile al fine di ridurre l'incidenza e rallentare le varie forme di decadimento cognitivo. 

 

Secondo una ricerca norvegese la colesterolemia non rappresenta un fattore di rischio. 

 
Un recente studio osservazionale norvegese, afferma che la colesterolemia familiare non sembrerebbe essere un fattore dominante nello sviluppo di malattia cerebrovascolare e ictus ischemico. Lo studio è ancora in corso e presenta alcuni limiti essendo uno studio osservazionale ma rimane comunque importante per ottenere ulteriori informazioni a scopo preventivo. 
 
Ciò che è importante considerare è che l'invecchiamento della popolazione e le malattie ad esso collegate sono una della principali emergenze sanitarie e sociali della nostra società e per questo ogni sperimentazione e ricerca per il benessere della terza età rappresenta un passo importante. 
 
Nelle persone colpite da ictus nella fase di recupero e riabilitazione la figura dell’assistente domiciliare è estremamente importante. Nei pazienti anziani infatti, accade spesso che terapie mediche e chirurgiche aggressive, l’allettamento prolungato, portino a disturbi legati al sonno, alla nutrizione, all’incontinenza, alla confusione mentale, alle cadute a piaghe da decubito. 
 
Tutto ciò necessita di continua vigilanza e assistenza a domicilio. Le assistenti familiari devono, perciò essere sempre più preparate e formate allo scopo di offrire un servizio di qualità ed efficiente sia nella fase di prevenzione che di riabilitazione. 
 

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