Perdita di peso negli anziani: perché succede e quando preoccuparsi

Come affrontare il dimagrimento degli anziani?

Con l’avanzare dell’età possono cambiare l’appetito, le abitudini alimentari e la composizione corporea. Tuttavia, quando una persona anziana perde peso senza aver modificato volontariamente la propria alimentazione, è importante non sottovalutare il fenomeno. Il dimagrimento negli anziani può dipendere da fattori diversi, dalle difficoltà nella masticazione a problemi di salute, fino alla solitudine e alla perdita di autonomia. Riconoscere tempestivamente i segnali permette di intervenire e contribuire a preservare il benessere della persona.

Ma quali sono le principali cause della perdita di peso negli anziani? E soprattutto, quando è necessario rivolgersi al medico?

perdita di peso negli anziani

Perchè gli anziani perdono peso?

Le cause della perdita di peso negli anziani possono essere molteplici e spesso agiscono contemporaneamente. Con l’età, il senso del gusto e dell’olfatto può modificarsi, mentre l’appetito può diminuire. Anche alcuni farmaci possono influire sulla fame o provocare nausea e altri disturbi. Tra i fattori più comuni troviamo:

  • Difficoltà nella masticazione e nella deglutizione: problemi dentali, protesi non adeguate o disfagia possono rendere faticoso mangiare.
  • Alimentazione insufficiente: pasti poco vari, porzioni ridotte o un apporto inadeguato di nutrienti possono favorire la malnutrizione.
  • Solitudine e isolamento: mangiare da soli può ridurre il piacere del pasto e la motivazione a cucinare.
  • Problemi di salute: alcune patologie croniche, disturbi gastrointestinali, alterazioni ormonali e condizioni psicologiche possono provocare dimagrimento.
  • Farmaci: alcune terapie possono modificare l’appetito o interferire con l’alimentazione.

Per capire perché una persona anziana sta dimagrendo è quindi importante valutare la situazione nel suo complesso, senza attribuire automaticamente il calo di peso all’età.

Perché a 70 anni si dimagrisce?

La domanda “perché a 70 anni si dimagrisce?” è frequente, ma non esiste una risposta valida per tutti. Con l’invecchiamento possono diminuire la massa muscolare e il fabbisogno energetico, mentre cambiano le abitudini e la percezione del cibo. Questo non significa, però, che perdere peso sia inevitabile o sempre normale. Se il dimagrimento è involontario, persistente o accompagnato da stanchezza, debolezza e perdita di appetito, è opportuno parlarne con il medico. Lo stesso vale per il dimagrimento a 90 anni: anche in età molto avanzata è importante capire quali fattori stiano influenzando il peso e intervenire in modo adeguato alle condizioni della persona.

Che cos’è la sarcopenia e da cosa dipende?

Tra i fenomeni da conoscere c’è la sarcopenia, ovvero la perdita progressiva di massa e forza muscolare associata all’invecchiamento e ad altri fattori, come inattività fisica e malnutrizione. La sarcopenia può rendere più difficili attività quotidiane come alzarsi dalla sedia, camminare o salire le scale. Può inoltre aumentare il rischio di cadute e contribuire alla perdita di autonomia. È importante distinguere la perdita di peso dalla perdita di massa muscolare: non sempre sono la stessa cosa e possono verificarsi anche cambiamenti nella composizione corporea senza variazioni evidenti sulla bilancia. Un’alimentazione adeguata e un’attività fisica compatibile con le condizioni individuali possono aiutare a preservare la funzionalità muscolare. Il percorso va concordato con i professionisti sanitari, soprattutto in presenza di patologie.

Dimagrimento negli anziani: quando preoccuparsi?

Gestire un anziano che non vuole mangiare richiede molta attenzione ad alcuni segnali che vanno considerati prima di preoccuparsi e consultare un medico.  Il primo segnale da non ignorare è una perdita involontaria pari a circa il 5% del peso corporeo nell’arco di 6-12 mesi. Per esempio, una persona che pesa abitualmente 60 kg e scende a 57 kg senza volerlo ha perso il 5% del proprio peso. Questo dato non costituisce da solo una diagnosi, ma indica l’opportunità di una valutazione medica. È importante contattare il medico anche quando il calo è più rapido o si accompagna a:

  • riduzione significativa dell’appetito;
  • stanchezza e debolezza persistenti;
  • difficoltà a mangiare o deglutire;
  • perdita di forza o maggiore difficoltà nei movimenti;
  • disturbi digestivi o altri sintomi nuovi.

Il medico potrà valutare le possibili cause e stabilire se siano necessari esami, una revisione delle terapie o il supporto di un professionista della nutrizione.

Tabella del peso degli anziani: come monitorare i cambiamenti?

Non esiste una tabella del peso degli anziani valida per tutte le persone, perché il peso adeguato dipende anche da altezza, composizione corporea, condizioni cliniche e livello di autonomia. Più che confrontare il peso con un valore standard, è utile osservare come cambia nel tempo. Per farlo, la famiglia può:

  • pesare la persona con regolarità, nelle stesse condizioni;
  • annotare il peso e le eventuali variazioni dell’appetito;
  • osservare se vestiti e cinture diventano progressivamente più larghi;
  • segnalare al medico cambiamenti nella forza, nella mobilità o nelle abitudini alimentari.

Il monitoraggio non sostituisce una valutazione professionale, ma può aiutare a individuare tempestivamente un calo ponderale significativo.

Come aiutare un anziano che perde peso?

Quando gli anziani perdono peso, è importante prima di tutto individuare la causa. Nel frattempo, alcuni accorgimenti quotidiani possono rendere i pasti più semplici e piacevoli. Può essere utile proporre pasti regolari e vari, rispettare i gusti della persona, favorire un ambiente tranquillo e condividere i momenti a tavola. Se ci sono difficoltà nella masticazione o nella deglutizione, la consistenza degli alimenti deve essere valutata con il supporto dei professionisti competenti. È meglio evitare di forzare l’anziano a mangiare o introdurre integratori senza indicazione sanitaria: le strategie nutrizionali devono essere personalizzate.

Qual è il ruolo della badante nell’alimentazione degli anziani?

Un’assistente familiare può contribuire a mantenere una routine alimentare regolare, supportare la preparazione dei pasti e osservare eventuali cambiamenti nelle abitudini della persona assistita, riferendoli alla famiglia. Family Care affianca le famiglie nella ricerca di assistenti familiari, tenendo conto delle esigenze specifiche dell’anziano e dell’organizzazione quotidiana dell’assistenza.

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