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04.12.2019

Salute e medicina

Depressione senile

Come riconoscerla e come assistere un anziano depresso a domicilio. 

 

La depressione senile è sempre più in crescita e l’incidenza raddoppia una volta superati i 75-80 anni: il 15 per cento della popolazione anziana, infatti, è colpita da depressione
Questo disturbo è caratterizzato da un’alterazione del tono dell’umore che si manifesta con malinconia, tristezza, voglia di piangere senza un motivo particolare, tendenza ad isolarsi e perdita di interesse per abitudini e amici.
 

Che cos’è e come si manifesta la depressione negli anziani

La depressione senile è causata nella maggior parte dei casi da patologie legate all’invecchiamento fisico e mentale o da situazioni sociali ed economiche precarie.  
I principali fattori di rischio per la depressione senile sono:
 
  • sesso femminile;
  • predisposizione familiare;
  • isolamento sociale;
  • non autosufficienza e dipendenza dall'aiuto di altre persone;
  • diminuzione delle risorse economiche;
  • perdita del proprio status sociale;
  • perdita del lavoro;
  • ripetute esperienze di lutto;
  • presenza di malattie;
  • fragili meccanismi di difesa dall'angoscia della morte.
 
 

Come si manifesta

Quando ci si prende cura di un anziano è bene fare attenzione ad alcuni atteggiamenti che possono essere riconducibili ad uno stato depressivo: 
 
  • senso di debolezza;
  • frequenti mal di testa;
  • palpitazioni;
  • dolori;
  • vertigini; 
  • dispnea; 
  • difficoltà respiratorie.
     
Spesso questi sintomi negli anziani vengono sottovalutati o ricondotti a problemi fisici e mentali legati all’età, ritardando la diagnosi e l’intervento farmacologico. Nell’anziano, infatti, la malattia si manifesta con sintomi chiamati “sintomi equivalenti”, ovvero disturbi fisici che nascondono la depressione stessa. Per l’anziano è difficile verbalizzare stati d’animo come tristezza, malinconia e preoccupazione e spesso le emozioni sfociano in disturbi somatici come dolori, problematiche gastro-intestinali, difficoltà di deambulazione, perdita di appetito, problemi cognitivi e di attenzione.
I disturbi cognitivi possono addirittura portare a confondere la depressione con la demenza e il legame sembra confermato da ricerche che dimostrano come la prima possa anticipare l’insorgere della seconda.
 

Prevenzione e cura

Osservare e prestare attenzione allo stato d’animo o a repentini cambiamenti nel tono dell’umore dell’anziano assistito è uno strumento importante per rivolgersi tempestivamente al medico al fine di valutare la storia della persona e i sintomi manifestati. 
Non sempre per curare la depressione senile è necessario ricorrere a farmaci. Ciò che è importante, è tenere presente i fattori psicologici e sociali che la persona anziana sta vivendo in quel momento.
Lutti improvvisi, pensionamento o semplicemente l’avvertire il tempo che passa, possono portare la persona a chiudersi in se stessa, a perdere interesse per ciò che la circonda e affrontare la vita con malinconia. 
L’anziano non si riconosce più, vede il proprio corpo cambiare, l’autonomia può diminuire e il suo ruolo attivo come lavoratore nella società viene meno. Le reti sociali e amicali si riducono a tal punto da riconoscere la solitudine dell’anziano come uno dei problemi sociali più diffusi nella società di oggi .
Per evitare che si sviluppi uno stato depressivo, è importante che chi vive accanto alla persona anziana, continui a circondarla di affetto e attenzione e a sostenerla in percorsi riabilitativi.
 

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica più utilizzata risulta essere quella che si avvale di inibitori selettivi della serotonina. Questo neurotrasmettitore aiuta a migliorare l’umore ed è solitamente ben tollerato. La terapia va prescritta dallo specialista e chi assiste l’anziano deve assicurarsi che vengano attentamente seguite le indicazioni del medico circa la posologia e i tempi di somministrazione per evitare spiacevoli conseguenze. Il trattamento farmacologico è nella maggior parte dei casi associato ad un sostegno psicologico. 
 

La dieta influisce sull’umore

La depressione  si può prevenire non solo cercando di evitare o risolvere eventuali fattori di rischio, ma anche attraverso una dieta sana ed equilibrata. Alcuni studi hanno evidenziato che nella dieta dell’anziano non devono mancare cibi ricchi di sali minerali, come il ferro e selenio, presenti in buone quantità nella cioccolata fondente. Oltre al ferro, gli altri elementi che devono essere contenuti nella dieta dell’anziano sono la vitamina C e le vitamine del gruppo B.
Uno studio giapponese dimostra che anche il tè verde migliora l'umore e allevia i sintomi della depressione in tarda età.

 

Come l’assistente familiare può aiutare l’anziano depresso a domicilio

L’invecchiamento è un processo naturale della vita, la depressione no. Ecco perché riconoscerne i sintomi in modo precoce per poter intervenire tempestivamente è importante. Il ruolo del caregiver e dell’assistente familiare diventa quindi essenziale nel riconoscere che qualcosa non va. L’assistente familiare che si relaziona con un anziano depresso deve tenere un atteggiamento:
 
  • incoraggiante: stimolare l’anziano a consultare il medico senza prendere iniziative personali che includano modifiche nella dieta o nuove attività che possono provocare stress.
  • rispettoso: capire le preferenze e le abitudini dell’anziano, conoscere i suoi interessi e provare a proporre attività che a lui piacciono senza forzarlo.  
  • diplomatico: accettare i rifiuti dell’anziano senza criticarlo o giudicarlo. L’anziano depresso si trova in una condizione di debolezza e sottolineare eventuali mancanze  o negatività può portarlo a chiudersi ancor di più in se stesso.
  • attento: osservare, comprendere, essere pazienti e ascoltare, sono doti necessarie che infondono fiducia e sicurezza nell’anziano fragile. 
  • paziente: i trattamenti richiedono del tempo, soprattutto se di tipo psicologico e necessitano del coinvolgimento del nucleo familiare e di chi si prende cura.
 
Conoscere l’anziano che si andrà ad assistere è fondamentale per garantire un servizio di qualità. Il colloquio con la famiglia rappresenta il primo passo per individuare l’assistente familiare idonea. Ogni anziano è unico, ha una storia e bisogni specifici e garantire che questi vengano soddisfatti è l’obiettivo primario che Family Care si pone attraverso un personale attento e formato alle esigenze degli anziani e delle famiglie di oggi.