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15.06.2020

Salute e medicina

Anziani e caldo: come difenderli

L’estate è alle porte e ben presto le temperature e l’umidità aumenteranno notevolmente.
Per questo motivo è necessario, ancora una volta, prestare un’attenzione particolare agli anziani, ai malati cronici e ai disabili che spesso sono i più esposti ai disturbi provocati dal caldo eccessivo.
 

Estate e anziani: rischio di disidratazione in aumento

In estate le temperature elevate portano le persone a sudare e di conseguenza a un aumento del senso di sete e al bisogno di idratazione: molto difficilmente, però, l’anziano assistito richiede di bere o dimostra di avere sete.
Perché ciò accade?
Secondo una ricerca australiana, molti anziani non sono in grado di coordinare i segnali sensoriali della sete e questo li sottopone ad un maggiore rischio di disidratazione, con la conseguente probabilità di incorrere in complicanze per la propria salute.
Chi si prende cura di un anziano deve prestare una maggior attenzione durante i mesi estivi e cercare di incoraggiare l’anziano a bere spesso per mantenere il giusto grado di idratazione.
Purtroppo ancora oggi moltissimi anziani, soprattutto se vivono da soli, sono a rischio disidratazione: in questi casi è necessario interviene tempestivamente in quanto potrebbe portare anche al decesso della persona.
Nella terza età oltre a diminuire lo stimolo della sete, la disidratazione può essere dovuta a diversi fattori quali:
 
  • mal funzionamento dei reni;
  • difficoltà a deglutire; 
  • presenza di diabete;
  • incontinenza che spinge gli anziani ad evitare di bere per timore di perdite urinarie;
  • utilizzo di diuretici;
  • uso frequente di lassativi.
 
Tutto ciò fa sì che l’anziano esaurisca velocemente le riserve d’acqua e che il suo organismo ne manifesti rapidamente una carenza.
Negli anziani depressi o con patologie neurodegenerative come la demenza, la situazione è ancora più complicata poiché oltre a non avvertire lo stimolo della sete, sono disorientati, hanno difficoltà a verbalizzare i propri bisogni o a svolgere le più basilari attività quotidiane in autonomia.
La disidratazione è causa anche di un aumento della confusione nella persona con Alzheimer o demenza e questo rende ancora più difficile intervenire.
 

Disidratazione negli anziani: prevenzione e rimedi

Chi assiste un anziano è consapevole di quanto sia difficile spronare un anziano a svolgere un’attività, anche basilare, tra cui ad esempio bere un bicchiere d’acqua.
L’anziano può rifiutarsi, essere molto lento, fare fatica a deglutire, non riuscire a tenere il bicchiere in mano, non apprezzare l’acqua che appare all’improvviso avere un sapore “cattivo” o essere estremamente confuso.
Il ruolo dell’assistente familiare e del caregiver in questi casi è fondamentale e non si limita solo a ricordare all’anziano di bere ma a guidarlo e accompagnarlo nell’azione stessa attraverso una serie di strategie che ne limitano il malessere.
 
Per controllare e sapere quanto effettivamente la persona assistita ha bevuto, si consiglia di:
 
  • preparare una bottiglia da 1 litro e mezzo o 2 litri dedicata esclusivamente alla persona assistita. A fine giornata sarà più chiaro quanto l’anziano ha bevuto.
  • Offrire le bevande durante l’arco della giornata ad intervalli regolari senza imporre all’anziano di bere grandi quantità durante i pasti, abitudine per altro non corretta.
  • Lasciare il tempo necessario all’anziano affinché beva. Ogni persona deve rispettare le proprie tempistiche: c’è l’anziano che beve velocemente e quindi richiede più bicchieri alla volta, chi invece sorseggia molto lentamente. In questo caso è bene lasciare un bicchiere con dell’acqua sul tavolo o addirittura in mano e avvicinarsi in modo costante ricordandogli di bere.
 
Talvolta il rifiuto a bere è dettato da un cattivo “sapore” dell’acqua. La persona anziana può percepirla amara, pesante o senza gusto. A chi lo assiste tutto ciò può apparire inverosimile o quasi un capriccio ma si sconsiglia di controbattere o imporre la propria volontà in quanto si rischierebbe solamente di ottenere una chiusura da parte dell’anziano. È utile invece provare ad assecondarlo cercando di capire qual è l’acqua che preferisce e a quale temperatura la predilige, oltre a diluirla con dell’aranciata o del tè.
 
In presenza di difficoltà nella deglutizione, è importante confrontarsi immediatamente con i familiari per segnalare il problema al medico di riferimento: potrebbe essere necessario aggiungere ai liquidi dell’addensante ma solo il medico può valutare il da farsi. 
Aiutarlo invece a bere utilizzando una cannuccia o un bicchiere con il beccuccio può essere d’aiuto.
 

Disidratazione e dieta

Favorire una buona idratazione non significa proporre solo acqua.
Durante l’arco della giornata, in momenti come spuntini o merenda, si possono offrire alla persona assistita tisane, tè o succhi facendo attenzione a non esagerare con bevande zuccherate o gassate se l’anziano soffre di diabete.
Arricchire la dieta dell’anziano con frutta e verdura, anche sotto forma di mousse o zuppe, è un ottimo modo per aiutarlo a recuperare liquidi.
Se l’anziano avverte un calo di appetito, per compensare la perdita di sodio senza affaticare l’apparato digerente, si consiglia di offrire pasti leggeri distribuiti nell’arco della giornata preferendo il pesce alla carne e il formaggio fresco a quello stagionato.
Un’ottima merenda rinfrescante e nutriente, considerato da molti un vero e proprio sostituto del pasto, è il GELATO.
 

Disidratazione e abbigliamento: consigli per l’estate

In estate la maggior parte di acqua viene persa attraverso la sudorazione. Gli anziani oltre a non avere lo stimolo della sete possono faticare ad avvertire il caldo.
All’assistente familiare si consiglia di:
 
  • verificare sempre che l’anziano non sia sudato;
  • assicurarsi che indossi abiti adeguati alla stagione meglio se di cotone o lino.
 
Se si assiste una persona allettata è necessario verificare che non sia troppo coperta e che la pelle sia il più asciutta possibile.
 

Casa e temperatura

Per tenere sotto controllo il benessere dell’anziano può essere utile:
 
  • soggiornare in ambiente con aria condizionata (a temperatura non troppo bassa) nei momenti di estremo calore e umidità;
  • arieggiare l’ambiente con ventilatore, evitando però l’esposizione diretta;
  • applicare, dove possibile, schermature per il sole, come tende oscuranti. E’ utile arieggiare la casa in particolare aprendo le finestre al mattino presto, sera tardi ed eventualmente nelle ore notturne, e tenerle chiuse durante le ore più calde della giornata;
  • non far uscire l’anziano nelle ore più calde e riparare il capo dal sole.
 
In presenza di patologie che richiedono terapie farmacologiche abituali è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni del medico senza interrompere o sostituire i farmaci di propria iniziativa.

 

Come Family care può aiutare le famiglie

Prendersi cura di un anziano richiede grande attenzione: tutte le badanti assunte da Family Care sono preparate ed esperte, conoscono le problematiche che possono interessare le persone anziane nel periodo estivo e sanno agire tempestivamente per prevenire eventuali complicanze.
 
Family Care offre una risposta concreta alle esigenze delle famiglie attraverso il suo personale altamente qualificato.
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