Novità

08.10.2020

Normativa e adempimenti

Inps: comunicazioni relative al pagamento contributi

 Dall’1 al 10 ottobre è necessario provvedere al versamento dei contributi di colf e badanti per il terzo trimestre, calcolati applicando gli importi relativi al vecchio contratto collettivo. 

La proroga dei precedenti versamenti dovuta all’emergenza coronavirus non riguarda quindi tale scadenza.

Il 15 di agosto 2020 era fissato il termine previsto per la presentazione delle domande di emersione. Oggi, a più di un mese di distanza, l’INPS interviene con la circolare n. 101 dell’11 settembre 2020 per comunicare le istruzioni operative in merito agli adempimenti contributivi a cui sono tenuti i datori di lavoro.

Procedura di emersione e contributi

La sanatoria dei migranti irregolari presenti in Italia ha dato la possibilità di regolarizzare contratti di lavoro subordinato, sia a tempo indeterminato sia determinato, per tutelare i lavoratori stranieri e permettere di mettere in regola le tante badanti e colf che lavorano in nero.

In particolare, l’emersione ha riguardato i datori di lavoro dei seguenti settori:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;

  • assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia;

  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

L’INPS, in attesa della definizione del procedimento di emersione, ha fornito le prime istruzioni per gli adempimenti contributivi, a cui i datori di lavoro devono provvedere e che sono riferiti ai periodi retributivi dal 19 maggio 2020.

 

Come vengono calcolati i contributi nel lavoro domestico

L’INPS attribuisce un codice provvisorio ai rapporti di lavoro già in essere alla data di presentazione dell’istanza di emersione e iscrive d’ufficio il rapporto di lavoro domestico sulla base dei:

  • dati forniti dal datore di lavoro nella domanda di emersione;

  • dati comunicati dallo Sportello unico per l’immigrazione.

Dopo che il datore di lavoro riceve dall’INPS la comunicazione di iscrizione provvisoria e le relative istruzioni, dovrà procedere al pagamento dei contributi mediante avviso di pagamento pagoPA senza aggravio di somme aggiuntive.

Se all’interno dell’istanza non è presente il dato retributivo, l’INPS per la quantificazione della contribuzione dovuta, prenderà come riferimento il minimo contrattuale indicato dal livello di assunzione previsto dal CCNL di settore.

Se l’istanza è stata presentata presso lo Sportello unico per l'immigrazione, in favore di cittadini stranieri i contributi da versare non potranno essere inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale (pari a 459,83 euro mensili).

Una volta accolta la domanda di emersione, l’INPS provvederà all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro mentre il datore di lavoro dovrà effettuare comunicazione obbligatoria di assunzione attraverso il portale dell’Inps.

Tali obblighi si aggiungono al pagamento del contributo forfettario di 500,00 euro, per ciascun lavoratore, che il datore di lavoro ha dovuto corrispondere, tramite il modello F24, all’atto della presentazione della domanda di emersione, pena la sua inammissibilità.

 

La regolarizzazione delle badanti

Gran parte delle domande di regolarizzazione pervenute dalla sanatoria, hanno interessato il lavoro domestico e di assistenza alla persona e hanno visto la Lombardia in testa, con 36.283 domande, seguita da Campania (18.848) e Lazio (14.065).

I numeri, seppur elevati, purtroppo non hanno dato i risultati sperati nella lotta contro l’evasione e il lavoro sommerso. Al 31 luglio 2020 le domande inviate per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro sono state 148.594 (comprensive di tutti i settori interessati) a fronte di una regolarizzazione prevista per ben 600 mila lavoratori.

Tra i motivi ci sono:

  • procedure troppo complesse dovute anche alla necessità di avere lo Spid, l'identità digitale cosa a di poco complicata per le persone più anziane che avrebbero voluto mettere in regola le badanti;

  • costi elevati (contributo forfettario di 500 euro) che il datore di lavoro doveva versare per ogni lavoratore;

  • rapporto costi/benefici poco chiari per le famiglie.

L’attuale offerta di sostegni monetari da parte dello Stato, a partire dall’indennità di accompagnamento, per molte famiglie non è sufficiente al fine di sostenere economicamente il passaggio all’occupazione regolare.
Sulle famiglie infatti, ricade la maggior parte degli oneri che se presi singolarmente hanno un peso relativo ma sommati fanno la differenza per le tante famiglie che necessitano di un aiuto.

L’irregolarità nel settore domestico purtroppo è ancora un tema rilevante e nella maggior parte dei casi è la conseguenza dei pochi sostegni sociali e fiscali per le famiglie con figli o con anziani non autosufficienti.

La promozione di un sistema lavorativo regolare richiede inevitabilmente la deducibilità integrale di tutti i costi sostenuti per il lavoro domestico e per l'assistenza familiare e l’uso della tecnologia per la semplificazione delle procedure che permettano di tenere traccia degli importi deducibili e delle dichiarazioni fiscali delle assistenti familiari assicurando maggiore trasparenza e chiarezza nei rapporti di lavoro.

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