Novità

27.02.2019

Normativa e adempimenti

Decesso del datore di lavoro domestico: cosa accade?

Quando muore una persona cara, al dolore della perdita si aggiungono le pratiche burocratiche che occorre disbrigare e decidere altresì in merito al da farsi per quanto riguarda il rapporto di lavoro con una colf o una badante, nel caso di decesso del datore di lavoro domestico.

I familiari dell’assistito hanno due possibilità: cessare il rapporto di lavoro e quindi procedere al licenziamento del lavoratore domestico oppure proseguire la collaborazione. La morte dell’assistito rappresenta un giustificato motivo di licenziamento, per cui i familiari possono decidere di cessare il contratto di lavoro pagando al lavoratore domestico quanto dovuto per il servizio svolto, insieme all’indennità sostitutiva di preavviso che possono scegliere anche di far rispettare al lavoratore e consegnargli (o inviargli tramite raccomandata A/R) la lettera di licenziamento, in cui segnalare anche il periodo dello stesso preavviso di cui sopra (8 o 15gg a seconda dei casi).

Decesso del datore di lavoro domestico: e le badanti extra EU?

Oltre a questo, dovranno comunicare la fine del rapporto di lavoro tramite il sito INPS e, se il lavoratore domestico è extracomunitario, dovranno fare una comunicazione anche al Commissario di P.S. di zona; infine, si richiede di comunicare la fine della convivenza all’anagrafe comunale. Nei successivi dieci giorni occorre poi versare all’INPS i contributi per l’ultimo periodo di lavoro e, sullo stesso bollettino di versamento, segnare la data della chiusura del rapporto di lavoro. I tempi di preavviso dipendono dall’anzianità di servizio del lavoratore domestico e dal monte ore lavorativo settimanale e possono essere consultati presso una qualsiasi copia del CCNL Colf e Badanti.

In caso di licenziamento, dopo il decesso del datore di lavoro domestico, la colf o badante non perde la validità del permesso di soggiorno, in quanto se dovesse trovare lavoro prima della scadenza dello stesso, il rinnovo verrà fatto in base al nuovo contratto. Se invece non trova lavoro alla scadenza del permesso, dovrà chiedere un nuovo permesso di soggiorno per attesa occupazione che ha validità di ulteriori 6 mesi.

Se i familiari del defunto decidono invece di continuare il rapporto di lavoro, dovranno comunque procedere con la cessazione del precedente rapporto di lavoro e stipulare un nuovo contratto con la nuova parte (di solito si tratta del congiunto rimasto/a vedovo/a dell’assistito/a). Il nuovo datore di lavoro domestico dovrà effettuare la comunicazione obbligatoria sempre tramite il sito dell’INPS e inviare una nuova comunicazione al Commissariato di PS di zona. In caso di subentro, il lavoratore non deve far nulla ai fini del proprio permesso di soggiorno, in quanto lo mantiene fino alla scadenza del nuovo contratto.

Come gestire al meglio il decesso del datore di lavoro domestico

Molto più “snello” sarà invece la risoluzione del contratto nel caso in cui l’Utente si avvalga del servizio di assistenza domiciliare offerto da Openjobmetis S.p.A.: qualora si verifichi il decesso dell’assistito o il ricovero in struttura, il rapporto viene risolto in 72 ore (3 giorni) dal giorno del verificarsi dell’evento.

Le pratiche burocratiche verranno sbrigate poi dalla Sede di Openjobmetis S.p.A. nei tempi e nei modi previsti per Legge e, così facendo, la famiglia è sollevata da qualsiasi adempimento e troverà all’interno dell’ultima fattura quanto dovuto. Lo stesso varrà per la risorsa che in tre giorni potrà essere impiegata presso nuove realtà familiari.