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19.02.2019

Salute e medicina

Ricette farmaceutiche incomprensibili? Stop!

L’abitudine di compilare ricette mediche di difficile interpretazione può causare notevoli problemi, specie quando sono scritte per persone anziane. Anche questo è un tema molto importante per chi si occupa di assistenza domiciliare per gli anziani.

 

Basta con le ricette farmaceutiche incomprensibili

Il Ministero della Salute ha stabilito una serie di raccomandazioni per evitare errori nella somministrazione dei farmaci. Abbreviazioni, sigle acronimi, simboli: ci siamo abituati ma errori di interpretazione possono portare a danni ai pazienti. Ricette illeggibili, prescrizioni telefoniche, simboli personali possono rendere difficile la gestione di una terapia farmacologica. Il Medmarx reporting system americano ha calcolato che il 4,7% dei 643.151 errori riferiti, tra il 2004 e il 2006, da 682 strutture sanitarie statunitensi erano riconducibili all’utilizzo di abbreviazioni. Per questo motivo è sceso in campo il Ministero della salute che ha deciso allo scopo di migliorare la sicurezza dei pazienti, il ministero della Salute ha emanato la Raccomandazione numero 18, che fornisce indicazioni per evitare errori in terapia e promuovere un linguaggio comune tra medici, farmacisti e infermieri. 

“Gli errori – dice il Ministero - possono riguardare tutte le fasi di gestione del farmaco. Una brutta grafia può rendere impossibile la comprensione di una prescrizione e causare errori nella dispensazione e nella somministrazione di una terapia farmacologica. Scrivere il nome del principio attivo abbreviato invece che per esteso può comportare a scambiare farmaco, oppure "1,0 mg" può essere confuso con 10 mg”.

 

L'importanza della chiarezza nella comunicazione anche nell'assistenza domiciliare anziani

Il Ministero ha stabilito che le Regioni e le Province Autonome coordinino l’elaborazione di una procedura da far adottare ad ogni Azienda sanitaria e ne controllino l’applicazione.

"È poi necessario intervenire sui processi di comunicazione tra i diversi ambiti di cura tra pazienti e badanti. Una comunicazione chiara e un linguaggio condiviso anche nei prontuari, nei documenti e nei glossari regionali rappresentano uno strumento fondamentale nella prevenzione degli errori in terapia.

Pare quindi “doveroso offrire al paziente o ai caregiver indicazioni scritte, circa le modalità di assunzione e somministrazione delle terapie farmacologiche, che siano chiare, complete e prive di abbreviazioni, specialmente all’atto della dimissione, assicurandosi, per quanto possibile, che siano comprese".

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