Novità

29.05.2019

Salute e medicina

Lotta contro i tumori: a Padova scoperta una molecola antitumorale che colpisce in modo mirato le cellule malate

Un altro importante passo avanti nella lotta contro i tumori è stato fatto. A Padova è stata scoperta una nuova molecola antitumorale in grado di colpire in modo preciso le cellule ammalate di alcuni tipi di tumori lasciando così intatte le cellule sane. 

 

L’importante scoperta è stata possibile grazie ad collaborazione quinquennale tra i Dipartimenti di Scienze del Farmaco, di Medicina molecolare e di Medicina dell'Università di Padova.  
 
Durante la ricerca si è notato come questa innovativa molecola antitumorale fosse in grado di colpire le cellule malate sollecitando il naturale meccanismo di difesa che nelle cellule cancerogene rimane sopito. 
 
La  molecola sintetizzata dai ricercatori e brevettata dall'Università di Padova è in grado di riattivare la Proteina Fosfatasi 2a (Pp2a), un naturale regolatore del ciclo cellulare, la cui funzione nelle cellule tumorali si arresta. La Proteina a questo punto è in grado di ridurre lo stato infiammatorio consentendo alle cellule malate di morire.
 
L'utilizzo della molecola come terapia si è focalizzata su tre particolari tipi di tumore: la leucemia, i tumori epatici e quello al seno gettando così le basi per trovare nuovi approcci terapeutici. 
 
La molecola dopo essere stata brevettata è stata ceduta in licenza alla Sapir Pharmaceuticals Inc di New York, che si interessa di ricerca e commercializzazione  di farmaci utili a pazienti di tutto il mondo.
 
Per l’università di Padova e Unismart la società da essa controllata che si occupa di brevetti e trasferimento tecnologico, si tratta di un altro grande successo. Sono quattro, infatti, i brevetti licenziati negli ultimi due anni a dimostrazione di come la ricerca per la valorizzazione delle scienze della vita dell’Ateneo patavino sia di alto profilo. 
 

Cancro e anziani

 
La scoperta risulta essere di grande rilievo anche nella cura delle malattie oncologiche che colpiscono gli anziani. 
 
Se si pensa, infatti, che il 64 per cento dei circa 365.000 nuovi casi di tumore che si registrano ogni anno in Italia riguarda persone sopra i 65 anni, il cancro si può definire anche una malattia della vecchiaia. 
 
Qualsiasi scoperta e passo avanti nella ricerca contro il cancro accanto alla prevenzione rappresenta un passo per cercare di garantire una buona qualità di vita negli anziani  soprattutto in una società  che prevede che nel 2050 una persona su tre avrà più di 65 anni. 
 
Scoprire e curare un tumore in un anziano rappresenta ad oggi una sfida ancora aperta in quanto l’anziano può presentare più patologie o assumere farmaci particolari che possono interferire con le cure anticancro. 
 
Ecco allora emergere sempre più la necessità che figure professionali differenti collaborino per poter realizzare un piano terapeutico personalizzato in grado di promuovere l’allungamento e il miglioramento della vita tenendo conto non solo di aspetti prettamente sanitari ma anche sociali e psicologici. 
 
Offrire cure ed assistenza adeguata alla terza età richiede la formazione di gruppi multidisciplinari in cui vengano coinvolti geriatri, oncologi, infermieri ma anche fisioterapisti, personale per l’assistenza, psicologi, educatori, nutrizionisti e farmacisti in grado non solo di sostenere l’anziano oncologico durante i ricoveri ma soprattutto a domicilio. 
 
La casa diviene così un luogo di cura a tutti gli effetti in particolare per i pazienti anziani non autosufficienti. 
 

Fare rete è indispensabile 

 
Promuovere e sviluppare una rete di assistenza efficiente e qualificata ad oggi è sempre più importante per permettere di curare in modo appropriato la persona e sostenere la famiglia.
 
L’integrazione di servizi pubblici e privati, di associazione di volontariato e il lavoro sinergico di tante figure professionali con ruoli differenti tra cui anche quello delle assistenti familiari, operatori addetti all’assistenza domiciliare ed infermieri  garantisce il soddisfacimento non solo dei bisogni clinici ma anche socio-ambientali degli anziani di oggi.
 
La Divisione Family Care selezionando personale specializzato è in grado di garantire elevati standard di qualità non solo nelle figura dell’assistente familiare ma anche in tutte le figure socio-sanitarie come operatori OSS e infermieri che operano a domicilio nell’assistenza oncologica degli anziani.