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03.07.2020

Normativa e adempimenti

Le ore di riposo spettanti alla badante convivente

 
La dimensione dell'assistenza e della domiciliarità è un diritto di cui ogni anziano deve poter usufruire e una soluzione di cui sempre più famiglie in Italia si avvalgono. 
 
La cura familiare la maggior parte delle volte necessita infatti di un aiuto esterno, ovvero di un’assistente familiare. Quando la famiglia non può essere quotidianamente presente per garantire al proprio caro la possibilità di restare nella propria abitazione, la scelta ricade su una badante convivente.
 
Sono circa 140.000 le badanti conviventi che non solo svolgono servizi di assistenza ma “vivono” nella stessa abitazione della persona di cui si prendono cura.
Scegliere una badante in convivenza non significa però poter disporre di un lavoratore per 24 ore, disponibile a correre in soccorso dell’anziano a qualsiasi ora del giorno e della notte.
 
L’assistenza familiare è un lavoro, particolare, profondamente intrecciato con la vita della persona assistita ma con diritti e doveri uguali ad altri mestieri.
 
Secondo il CCNL dei lavoratori domestici anche la badante convivente ha diritto al riposo.
Proviamo a capire cosa prevede la legge in questi casi. 
 

Giorno di riposo settimanale colf e badanti

Le assistenti familiari hanno diritto ad almeno un giorno di riposo a settimana, una giornata in cui è prevista l’astensione completa dalle attività lavorative e dalle mansioni previste dal contratto.
Non è possibile, secondo il contratto, rinunciare al riposo settimanale per cui, in caso di esigenze imprevedibili che richiedano la presenza della badante nel giorno di riposo, questo dovrà essere recuperato nella giornata immediatamente successiva.
Le ore lavorate durante il riposo settimanale devono inoltre essere retribuite con una maggiorazione del 60%.
 
Il riposo settimanale nella maggior parte dei casi ricorre di domenica ma la legge, in questo caso, non stabilisce un giorno esatto e obbligatorio. È possibile infatti, in fase di assunzione, concordare il giorno di riposo settimanale in base alle esigenze delle parti.
 

Quanto dura il riposo settimanale della badante convivente?

La durata del riposo per un collaboratore convivente è calcolato in 36 ore così suddivise:
  • 24 ore godute il giorno stabilito dalle parti nella lettera di assunzione;
  • 12 ore consecutive che possono essere godute in un altro giorno della settimana, sempre concordato.
 
In quella giornata la badante lavorerà per un numero di ore non superiore alla metà del normale orario giornaliero.
Se ancora una volta il lavoratore non usufruisse delle 12 ore di riposo, esse saranno retribuite con una maggiorazione del 40% qualora non vengano recuperate durante un altro giorno della stessa settimana.
 

Riposi giornalieri

Il contratto di categoria prevede un orario di lavoro per l’assistente familiare in convivenza di massimo 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali.
È possibile stipulare contratti di lavoro con numero minore di ore: in questo caso la retribuzione mensile rimane fissa anche al variare delle ore settimanali contrattuali. 
Ciò che cambia sono i contributi, che si calcolano in base alle ore lavorative.
 
I lavoratori conviventi inquadrati nei livelli C, B e B super, possono essere assunti in regime di convivenza anche con orario fino a 30 ore settimanali e l’orario di lavoro deve essere collocato in una delle seguenti tipologie:
 
tra le ore 6.00 e le ore 14.00;
tra le ore 14.00 e le ore 22.00;
nel limite massimo di 10 ore al giorno non consecutive, in non più di tre giorni settimanali.
 

Cosa avviene durante il giorno?

All’assistente familiare convivente spetta un riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive. Se il suo orario di lavoro giornaliero non è collocato interamente tra le ore 6.00 e 14.00, oppure tra le ore 14.00 e 22.00, le spetta un riposo intermedio non retribuito, di solito nelle ore pomeridiane, di 2 ore giornaliere.
 
La badante che presta servizio con orario giornaliero continuativo pari o superiore a 6 ore ha diritto alla fruizione del pasto (o, in alternativa, ad un’indennità pari al suo valore convenzionale). Il tempo previsto per la consumazione del pasto è concordato tra le parti e non viene retribuito.

 

Cosa avviene durante la notte?

Il lavoro notturno è quello prestato tra le ore 22.00 e le ore 6.00, e deve essere retribuito con una maggiorazione del 20% della retribuzione globale di fatto oraria.
 

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