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28.05.2018

Normativa e adempimenti

Badanti conviventi e la residenza o iscrizione anagrafica, come comportarsi?

Il tema delle assistenze familiari in convivenza pone costantemente il problema della residenza della Badante: approfondiamo il tema in questo articolo.In merito E' opportuno inanzitutto fare due premesse.
La prima riguarda l’obbligo da parte del lavoratore di avere un medico di riferimento che possa assisterlo soprattutto nei casi di malattia o infortuni (ricordiamo che il medico viene assegnato solo a lavoratori regolarmente iscritti all’anagrafe della località in cui risiedono).
La seconda premessa si riferisce al nuovo regolamento anagrafico, Dpr 223/1989 che prevede, ai fini dell’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, la necessità di manifestare la volontà del soggetto, cui deve accompagnarsi il verificarsi di un determinato stato di fatto costituito dall’effettiva dimora abituale nel Comune. Questo ultimo aspetto è sancito dalla tipologia di contratto di lavoro che viene concordato tra le parti in caso di Badante Convivente.
 
Pertanto la residenza non è “concessa” dal proprietario e/o occupante dell’immobile di destinazione, ma deve essere riconosciuta obbligatoriamente dal datore di lavoro al mero verificarsi di due presupposti: manifestazione di volontà del soggetto dichiarante ed effettiva dimora abituale. Oltretutto la legge anagrafica, Legge 1228/1954, prevede un vero e proprio obbligo di chiedere l’iscrizione anagrafica per sé e per le persone su cui si esercita la potestà e la tutela, ogni volta che si realizzino i presupposti per richiederla, e quindi il datore di lavoro non può, a nessun titolo, inibire a chi ha specifici e sanzionati obblighi anagrafici (in questo caso la lavoratrice domestica) di adempiere agli stessi.
Quindi, la “concessione” della residenza all’assistente familiare convivente è un vero e proprio dovere del datore di lavoro che può essere sanzionato in caso di mancato adempimento.
Ciò non significa che l’assistente familiare convivente entrerà a far parte della “famiglia anagrafica” dell’assistito presso cui vive e lavora, l’art. 5, comma2, del Dpr 223/1989 prevede che, nel caso delle assistenti familiari, la coabitazione è giustificata da ragioni di servizio e non da vincoli affettivi, e dunque il Comune iscriverà l’assistente familiare in una scheda anagrafica diversa e separata.
 
La Divisione Family Care di Openjobmetis, nella formulazione del contratto di somministrazione, ribadisce chiaramente quanto previsto dalla normativa in materia di residenza della Badante. Tuttavia, per poter applicare regolarmente quanto previsto dalla norma, è necessaria una corretta collaborazione sia con il lavoratore sia con l’utente.