Novità

30.07.2020

Normativa e adempimenti

Badante incinta: come comportarsi?

Quando si assume una badante ci si trova in situazioni di grande difficoltà familiare e la scelta di affidare il proprio caro ad un aiuto esterno diviene quasi naturale, soprattutto quando si desidera che l’anziano rimanga nella propria abitazione il più a lungo possibile. 
 
Essere badante significa svolgere un compito complesso, soprattutto in caso di prestazione non a ore ma in convivenza, e affrontare situazioni complicate in quanto il bisogno di assistenza è dettato da situazioni di grave non autosufficienza e caratterizzato dall'unicità della famiglia in cui si presta servizio. 
 
Nella ricerca di una badante però ci si dimentica spesso della dimensione personale delle assistenti familiari: nella maggior parte dei casi, infatti, sono donne, madri, talvolta figlie e grandi lavoratrici. 
In quanto donne e lavoratrici allo stesso tempo, può accadere che rimangano incinte e che necessitino di un periodo di riposo prima e dopo il parto.
 

Badante incinta: diritti e doveri

La badante è una lavoratrice dipendente e quindi, così come ogni lavoratrice, ha diritto ad una serie di diritti e tutele tra cui la maternità regolamentata dal Contratto Collettivo di Categoria. 
La lavoratrice domestica in gravidanza durante il periodo di astensione obbligatoria previsto dalla legge ha diritto a:
  • conservare il posto di lavoro;
  • all'astensione dal lavoro;
  • a un'indennità sostitutiva della retribuzione.

 

Il congedo di maternità

Maternità obbligatoria:

  • durante i due mesi precedenti la data presunta del parto la badante può avvalersi della flessibilità continuando a lavorare fino all'inizio del nono mese di gestazione;
  • nel caso in cui il parto avvenga oltre la data presunta, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto;
  • durante i tre mesi dopo il parto, se la madre aveva lavorato anche l’ottavo mese l'astensione dopo il parto è di quattro mesi;
 
Maternità anticipata: 
  • attraverso un certificato medico da parte del ginecologo è possibile chiedere in anticipo la maternità. L’interdizione anticipata è prevista per le badanti che presentano una gravidanza a rischio o svolgono attività che possono risultare pregiudizievoli per la salute della donna e del bambino.
    In questo caso oltre alla visita del ginecologo, potrebbe essere richiesta anche quella dell’ispettorato del lavoro.
 
Il congedo di maternità spetta anche in caso di adozione o affidamento con le seguenti tempistiche:
  • Adozione o affidamento nazionale: cinque mesi di congedo (e relativa indennità) dall'ingresso del minore in famiglia, 
  • Adozione o affidamento internazionale: cinque mesi di congedo (e relativa indennità) dall'ingresso del minore in Italia.
  • Affidamento non preadottivo: tre mesi di congedo (e relativa indennità) da fruire entro i cinque mesi successivi all'ingresso in famiglia del minore.

 

Il congedo di paternità

Nel caso in cui l’assistente familiare fosse un uomo a quest’ultimo spettano solamente due giorni di assenza lavorativi, dopo la nascita del figlio/a.
Il congedo di paternità spetta inoltre al padre lavoratore e consiste nel diritto ad assentarsi dal lavoro per la durata del congedo di maternità post partum che sarebbe spettato alla madre, anche non lavoratrice, in caso di:
  • morte della madre;
  • grave infermità;
  • abbandono;
  • affidamento esclusivo del figlio;
  • rinuncia della madre in caso di adozione o affidamento.

 

Requisiti per richiedere e ottenere la maternità 

Le badanti, per poter ottenere uno di questi due indennizzi a loro disposizione, devono possedere dei requisiti specifici: 
  • aver maturato almeno 52 settimane di contributi nei due anni precedenti all’inizio del periodo della richiesta;
  • aver maturato 26 settimane di contributi nell’anno antecedente all’inizio del periodo di astensione obbligatoria. 
 

Chi paga la maternità della badante?

La maternità dell’assistente familiare prevede un indennizzo, ovvero una retribuzione erogata dall’INPS che sostituisce lo stipendio lavorativo e corrisponde all’80% della sua retribuzione in busta paga.
La famiglia come datore di lavoro non deve erogare nessuna somma di denaro in quanto l’indennizzo è a carico interamente dall’INPS che lo gestisce per tutta la durata dell’assenza lavorativa. 
La famiglia deve solo provvedere al regolare versamento del TFR e all’emissione della busta paga di 0 euro.
Il periodo di congedo vale ai fini dell’anzianità di servizio, della tredicesima e delle ferie.
 

E’ possibile licenziare la badante incinta?

Non è possibile licenziare una badante incinta, come afferma l’articolo numero 24 del CCNL: “Dall’inizio della gravidanza, purché intervenuta nel corso del rapporto di lavoro, e fino alla cessazione del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata, salvo che per giusta causa”.
Come per qualsiasi lavoratrice, anche la maternità della badante viene tutelata dalla legge e il suo licenziamento è possibile solo in caso di fatti gravi e rilevanti come ad esempio l’omissione della gravidanza prima dell’assunzione.
 
E la famiglia?
Se da una parte la legge correttamente tutela e garantisce la maternità alla badante, dall’altra questo evento mette in difficoltà le famiglie. 
Il lavoro della badante è un lavoro complesso basato sulla relazione e quando viene meno quella che nella maggior parte dei casi è un figura di riferimento e di sostegno per l’anziano, la famiglia si trova non solo a fronteggiare la parte burocratica e amministrativa del rapporto di lavoro ma, cosa ben più complessa, la necessità di sostituire una figura familiare.
 

Family care sostiene la famiglia anche durante la maternità della badante 

Family care come agenzia specializzata nel settore dell’assistenza familiare affianca le famiglie anche durante la maternità dell’assistente familiare non solo facendosi carico della gestione amministrativa in quanto le badanti sono regolarmente assunte dall’agenzia stessa ma anche provvedendo a scegliere e sostituire la badante stessa per assicurare alle famiglie e soprattutto all’anziano la continuità assistenziale di cui necessita.
 
Affidarsi e rivolgersi ad una agenzia di fiducia come Family Care è garanzia di sostegno, sinonimo di affidabilità e certezza di avere al proprio fianco personale esperto e preparato a rispondere a qualsiasi dubbio o necessità. 
 
Family Care la professionalità con il cuore!