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28.11.2019

Attualità

Sanità: Censis, 2,8 mln di anziani non autosufficienti, spesa famiglie oltre 9mld

In Italia gli anziani non autosufficienti sono 2,8 milioni, le badanti che li assistono circa 1 milione: lo rivela il Rapporto Censis-Tendercapital presentato in Senato. 

 

L’incremento dell’invecchiamento riguarda tutto il mondo anche se l’Europa continua ad essere il continente più vecchio. Il fenomeno dipende da svariati motivi tra cui l’allungamento della vita e i bassi livelli di fertilità degli ultimi decenni. Una tendenza che continuerà anche in futuro e da cui scaturisce la neccessità di confrontarsi per riflettere e trovare soluzioni alla nuova realtà sociale che si sta delineando.
In Italia gli ultrasessantacinquenni sono oltre 14 milioni, dato che le consegue il primato per presenza di longevi, ma ciò su cui appare necessario ragionare è il numero di anziani non autosufficienti, pari a 2,8 milioni di persone come rivela il Rapporto Censis.
Questo problema evidenzia la necessità di trovare risorse e risposte immediate agli "elevati fabbisogni assistenziali" necessari per i “grandi anziani” soprattutto con un’età superiore agli 80 anni. L’assistenza degli anziani fragili oggi è in carico alle famiglie, che garantiscono cura diretta in almeno 7 casi su 10 e alle badanti, la cui spesa è stimata in circa 9 miliardi di euro.
 

Invecchiamento e fragilità

La longevità porta con sé nuove risorse e benessere, evidenziando come gli anziani di oggi non siano più quelli di un tempo: si tengono impegnati, svolgono esercizio fisico, mantengono attività, interessi e hobbies ma incontrano anche ostacoli e fragilità che richiedono servizi di cura socio-sanitari e assistenziali, necessari per sostenere e fronteggiare disabilità e bisogni specifici. 
Ripensare a interventi sociali, assistenziali, educativi e formativi è necessario per sostenere e sollevare la famiglia e i caregiver da un ruolo spesso troppo gravoso e per garantire agli anziani il diritto alla domiciliarità il più a lungo possibile. 
Trovare un equilibrio tra cure informali, sostegno pubblico e servizi privati è fondamentale per garantire “non solo l’allungamento della durata della vita ma la durata della sua qualità, preservando la migliore qualità di vita” come sosteneva Veronesi. 

 

La domiciliarità come diritto degli anziani 

Family Care ha accettato questa sfida, ponendosi come garante della domiciliarità e rinnovando l’idea attuale dell’assistenza familiare. 
Se per gli anziani di oggi rimanere a casa propria può e deve essere un diritto fino a quando è possibile, diviene necessario offrire sostegno, ascolto e informazione ai carer, coloro che prestano le cure gratuitamente, ai familiari e ai careworker, coloro che svolgono il ruolo di assistente familiare per professione in italia, comunemente chiamati “badanti”. 
Riqualificare il profilo dell’assistente familiare che ancora oggi rappresenta una figura non adeguatamente valorizzata, permette di offrire alle famiglie e agli anziani garanzie e tutele. Family Care mira a promuovere sinergie e progettualità che permettano di dare voce e sostegno a tutti gli attori coinvolti nell’attività di cura - famiglie, assistenti familiari, servizi, territorio - per offrire risposte specifiche ai bisogni non degli anziani ma del singolo anziano, familiare e badante che ad essa si rivolge. 

 

L’importanza di un assistente familiare qualificato al tuo servizio

Family Care è convinta che per garantire benessere all’anziano a domicilio è necessario prestare attenzione non solo ai bisogni della persona assistita ma a tutte le persone coinvolte nel percorso di cura (familiari e badanti, operatori e professionisti) e per questo promuove occasioni di incontro, scambio e confronto tra le parti al fine di creare servizi e relazioni di qualità.
 
L’ascolto della famiglia, la conoscenza dell’anziano, la formazione e qualificazione  dell’assistente familiare rappresentano il punto di partenza su cui Family Care desidera sviluppare percorsi innovativi di dialogo, tutela, sostegno e sinergie per garantire servizi di welfare e cura integrati non per le persone ma con le persone.